Ti ho visto che ridi (Pietro Damiano)

I volti si incrociano. Capelli assenti su pelle chiara, macchiata dal sole e segnata da sorrisi irrequieti, piccoli tagli rimarginati.

Ho dimenticato quel dolore, ferite sanguinanti, punti di sutura, medicazioni e capelli tagliati. Una gioventù appannata dal tuo colorito rosso, dal tuo essere vecchio. Dal tuo guardarmi fisso dalle foto, muovendo leggermente le labbra, sussurrandomi qualcosa che non sento. Un’illusione.

In questo specchio ci sovrapponiamo. La tua pelle copre la mia ancora liscia, segnandola di piccole rughe mute. Sagge. D’un tratto sento l’odore della mia infanzia.

Poi mi rivedo oggi, con la barba incolta. La schiuma bianca mi avvolge. Sbatto le palpebre troppo forte, faccio un salto nel tempo.

Per un momento rivedo gli occhi verdi di donna e gli orecchini d’oro alle tue orecchie. Se non fosse per gli anni che sono passati direi che sei ringiovanita. Perché non mi racconti un po’ di te? Perché non parli? Ma il tuo sguardo è sereno.

I tuoi occhi mi sono sempre piaciuti. Quando mi guardavi sorridevo. Mi bagno dei tuoi sguardi, nell’assenza di un corpo che smette di essere presente.

La lametta spezza i peli della barba dura, sembra carta vetrata. La lametta non lascia tracce.

Ti ho visto che ridi, smettila che mi taglio!”. Troppo tardi. Qualche goccia di sangue finisce nell’acqua. Si diluisce, scompare. Torna tutto bianco. Mi lacrimano gli occhi.

Ho le orecchie grandi come le tue e non ho i capelli, proprio come te. Forse ci somigliamo, non so. Non mi riconosco nel tuo volto, tranne gli occhi. Abbiamo lo stesso taglio degli occhi. Continuo a far scorrere la lametta sulla mia faccia. Non ti ho mai visto con la barba. Non l’hai mai portata lunga.

Gli occhi verdi invece avevano intorno tanti capelli, lunghi e lisci. Ricordo le ore che passavi a pettinarti sulla sedia in giardino e io che giocavo. Ti ricordi? Sì, certo che ti ricordi, sembra ieri.

Ho tolto tutti i peli dal viso, la barba non c’è più. L’acqua fredda mi avvolge la faccia, per un attimo non vedo più nulla.

Due giorni, tra due giorni questa barba sarà di nuovo lunga. Schiuma, lametta e acqua riflessi.

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