Favola di Natale (Serena Venditto)

nanowrimoC’era una volta una casa in un bosco in cui viveva una vecchina molto malandata. Un giorno, era la vigilia di Natale, camminando per i sentieri del bosco, la vecchina cadde e si fece male: gridò per molto tempo, finché tre amici che viaggiavano insieme verso la città non si accorsero delle sue grida e non vennero in suo soccorso. La aiutarono a risollevarsi, la medicarono e la riaccompagnarono a casa.
Una volta giunti nella sua dimora la vecchina si trasformò in una fiamma e disse: «Grazie per avermi aiutato, amici. Per ricompensarvi, potete esprimere un desiderio ciascuno. Sarà una sorta di regalo di Natale».
Il primo uomo chiese di essere circondato di donne giovani e belle; il secondo uomo chiese un mucchio di danaro; il terzo uomo ci pensò un po’ su e poi disse: «Io sogno di vivere una vita incredibile, avventurosa, fantastica. Ti chiedo quindi ogni giorno un’ora in più».
I suoi compagni lo derisero: come poteva vivere una vita così sbalorditiva solo con un’ora in più? Ma lui restò fermo nel suo desiderio.
La Fiamma si trasformò di nuovo in vecchina, chiese di non divulgare a nessuno il segreto della sua natura magica e promise loro che al ritorno a casa avrebbero avuto il loro dono.
E fu di parola. Ma avrete già capito che i primi due desideri non potevano dare buoni frutti. Tutte le favole vanno così, e anche questa non fa eccezione.
Il primo uomo si stancò assai presto di donne giovani e belle, perché erano frutto della magia, e nessuna di loro lo ascoltava davvero e man mano che il tempo passava la loro compagnia si faceva sempre più triste e noiosa.
Il secondo uomo non seppre gestire tutto quel danaro piovuto dal cielo all’improvviso, e divenne antipatico e insooportabile: presto nessuno volle avere più nulla a che fare con lui, tanto era intrattabile e scorbutico.
E il terzo? Cosa poteva farsene di un’ora in più al giorno?
Il terzo uomo, quando calava la sera, vedeva il tempo fermarsi, l’orologio incantarsi e aspettarlo nel tepore del tramonto: allora apriva un libro e leggeva.
Visse così le vite di dei, eroi, lestofanti e condottieri, maghi e mercenari, principi e gatti, briganti e regine, streghe e dragoni, cavalieri e prostitute.
In tutta la sua lunga vita non ebbe più nulla da desiderare, perché di vite straordinarie ne aveva vissuta una a sera. Vite di carta, ma speciali. In quell’ora in più.

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