Ipersensibilità: Il tratto della personalità che diventa la marcia in più (Raffaele Iorio)

Molto spesso l’ipersensibilità è vista come un disagio che rende la vita dura, ma – se usata nel modo giusto – può rivelarsi una marcia in più.
Mentre eravamo diretti all’Università, io e  la mia dolce metà iniziammo una discussione su D’Annunzio. Le dissi che avevo apprezzato la musicalità dei suoi versi, erano una spanna al di sopra di molti altri. Tutto filò liscio finché non parlammo del suo celebre romanzo Il Piacere. Il protagonista, Andrea Sperelli, è combattuto dall’amore per due donne.
«Andrea è un esteta e vive la sua vita come si fa un’opera d’arte» dissi, ricevendo in risposta «Andrea è anche un superuomo». Arricciai il naso per l’indignazione.
D’Annunzio cominciò le sue tesi superomistiche soltanto quando, successivamente, ebbe l’opportunità di leggere Nietzsche.

Le categorie
Quel giorno commisi un errore: ragionai per categorie. Una categoria è un termine entro il quale si racchiudono aspetti comuni. Un esempio? Giuseppe Ungaretti è un poeta ermetico. L’ermetismo è la categoria nella quale inserire la sua produzione poetica ma non rivela le altre sfumature della sua arte. Le categorie sono utili per farci comprendere con facilità ma non riescono a racchiudere la complessità delle cose.

Andrea Sperelli è un superuomo
Non si decide di essere qualcuno a un punto preciso della vita. Siamo il frutto delle nostre convinzioni. Queste si sedimentano nella nostra mente e sono sempre presenti. “Vivere la vita come si fa un’opera d’arte” è già una volontà di essere al di sopra della massa. Leggere Nietzsche è servito soltanto a definire meglio l’intenzionalità dell’arte di D’Annunzio. Nulla di scientifico, il frutto di quest’affermazione deriva soltanto da un’accesa discussione letteraria.

Ma cosa c’entra l’ipersensibilità?
Un soggetto ipersensibile è capace di recepire maggiori informazioni dalla realtà che lo circonda. Questo può essere utile: più informazioni si hanno a disposizione meglio si può comprendere la realtà. Ma perché molti ipersensibili soffrono?
Le persone sensibili hanno una marcia in più è un saggio dello psicologo Rolf Selling molto utile allo scopo. Selling ci spiega che una persona ipersensibile può recepire più informazioni e ragionare in modo più complesso. Spesso questo modo di ragionare è visto come “estraneo”: portando il soggetto ipersensibile a sentirsi diverso perché le sue idee non sono condivise. Le persone sensibili hanno una marcia in più è un’ottima guida per chi vuol fare della sensibilità la sua arma vincente.
D’Annunzio, forse, ha trascorso la vita maturando la consapevolezza di essere un superuomo, il suo struggimento è stato nel rendere realtà questa sua convinzione. Che si possa apprezzare o meno, quel che è indubbio è il suo grande valore culturale. Leggere Nietzsche non ha fatto che confermare questa sua idea. Un soggetto sensibile è in grado di percepire questa grande sofferenza, rompere i confini delle categorie e offrirci una migliore visione della realtà e, per questo, non dovremmo far altro che ringraziarlo.

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