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I believe in… Luoghi comuni, stereotipi e false credenze (Raffaele Iorio)

Masturbarsi rende ciechi, il 48% della popolazione italiana  supera i 65 anni di età, una mela al giorno toglie il medico di torno. Spesso la realtà non coincide con ciò in cui crediamo, il motivo? Quasi  tutta colpa dell’ Homo Sapiens.

Donne, alzi la mano chi non ha creduto – almeno una volta nella vita – che gli uomini abbiano un solo pensiero fisso. Uno studio – condotto su di un campione di individui di sesso maschile – ha dimostrato che non tutti hanno lo stesso tarlo in testa: il  40% di loro, infatti, pensa al sesso qualche volta al mense, mentre alcuni – il 4% –  poco meno di una volta. Attenzione però,  pensare continuamente la stessa  cosa può avere controindicazioni: la  pazzia.  http://http://www.huffingtonpost.it/2014/07/11/sesso-venti-miti-pensavate-fossero-veri_n_5577550.html

Siamo costantemente bombardati da notizie, molte delle quali false, e sempre più spesso siamo predisposti a considerarle  vere. È di qualche tempo fa la notizia dei presunti 35€ messi direttamente nelle tasche degli immigrati (Per chi ne volesse sapere di più) e ,di poche settimane – per essere più attuali – la bufala della correlazione tra autismo e vaccini. Molti  le hanno creduto vere, ma cosa ci spinge ad essere così creduloni? http://http://espresso.repubblica.it/inchieste/2014/11/20/news/privilegi-agli-stranieri-quante-bufale-si-sentono-ecco-la-verita-e-alcuni-miti-da-sfatare-1.188748

Quasi tutta colpa dell’ Homo Sapiens
Il fenomeno di credere quasi a  tutto ciò che ci viene detto è definito dagli esperti “Effetto gregge” e fonda le sue radici in  migliaia di anni fa.  Per gli addetti ai lavori sono tre i modi con cui ci facciamo delle opinioni. Il primo è  informarci direttamente -scelta molto faticosa dunque abbastanza rara. Il secondo  invece è inventare. Questo, tuttavia, potrebbe aumentare le insicurezze, pertanto è una strategia poco utilizzata. Il metodo più diffuso, a quanto pare, è il terzo: affidarci al pensiero altrui.
Quest’ultima opzione, in passato, è risultata essere la più vantaggiosa quando bisognava decidere in fretta per non rischiare la vita o quando la sopravvivenza era garantita dall’appartenenza a un gruppo. Oggi nella società in cui viviamo questa predisposizione, unita ad altri fattori, ha creato scompiglio sull’ opinione pubblica molto spesso distorta. Ci siamo evoluti ma a quanto pare non ci scrolliamo di dosso le care vecchie abitudini.

Ballare è veramente da fr**i?
Da piccolo desideravo ballare ma a quanto pare molti credevano che fosse roba da froci (senza offesa per nessuno, riportiamo solo la colorita espressione). Sport quali il calcio, boxe e arti marziali più si addicevano a un vero ometto. Ebbene una piccola consolazione per chi ama saltellare qua e là è data dalla scienza: A quanto pare ballare bene rende più sexy.

Tutto è iniziato da uno studio condotto dagli scienziati della “NorthumbriaUniversity”( Gran Bretagna). Utilizzando la tecnica di “Motion capture 3D”, gli addetti ai lavori hanno trasformato  uomini anonimi e inesperti di ballo  in avatar tridimensionali. Una giuria di donne ha scelto in base ai soli movimenti (l’aspetto fisico non ha inficiato) chi sapesse ballare meglio. Dall’ esperimento  è emerso che gli uomini più forti,oltre a saper ballare meglio,vengono recepiti come potenziali partner dalla donna. Ricordate le vecchie care abitudini? In barba ai maldicenti: ballare crea complicità e sex appeal.
Alcune  credenze, spesso,  si sedimentano nella nostra mente a causa nella nostra normale predisposizione ad affidarci all’ opinione altrui. La parola d’ordine, dunque, è mettersi sempre in dubbio e informarsi. Fate attenzione allora, si dice che i comunisti mangino  i bambini.

L’ importanza di una parola (Raffaele Iorio)

scrittore-981x540Questa è la storia di una magia. Una magia che si compie ogni giorno. Una di quelle silenziose, quasi del tutto impercettibili.
Se sei un lettore poco attento o semplicemente sei stanco dalle fatiche della giornata ti consiglio di chiudere la pagina e lasciarti svagare da altro. Il che non è sbagliato. Può succedere che, tra migliaia di parole lette, ci si senta stanchi e ascoltare l’ultimo coglione di turno non è proprio l’ideale.
Se invece sei arrivato fin qui, leggi attentamente. Ti prometto che ne varrà la pena.
Questa è la storia di una magia. Una magia che si compie ogni giorno. Una di quelle silenziose, quasi del tutto impercettibili. Questa è la storia di Riccardo e di come con le parole possa cambiare le sorti del destino umano a suo piacimento. Riccardo, ogni volta, porta con sé un taccuino su cui appunta tutto ciò che gli passa per la mente. In una fredda giornata d’inverno, in attesa del treno delle 18:20, scrisse:

Il più grave dei mali
di questa vita è la
sensibilità.
Chi può se la scorda
dentro
il resto si lascia
uccidere lentamente.

Ma leggendo tra le sette righe si accorse di un’unica stonatura soltanto. Perché chi è sensibile dovrebbe farsi uccidere da qualcuno? A Riccardo non andava di farli morire.
Morire.
Ecco la soluzione:

Il resto si lascia
morire lentamente.

Ancora una volta la magia fu compiuta. Li aveva salvati. Chi dà ascolto alle proprie emozioni non si lascia mica uccidere. Le persone sensibili sono le uniche a viverla davvero, la vita. Si lasciano morire lentamente e cessano di esistere soltanto quando ormai il loro percorso si è esaurito su questa terra. Non si scordano di nulla.
Sono le 18:40 e Riccardo ha perso il treno. Non importa, in attesa del prossimo – forse – vedrà compiere un’altra silenziosa, quasi impercettibile magia.