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Collezioni (Joshua di Bello)

«Che occhi stupendi che hai» esordisce Marcello avvicinandosi alla ragazza sconosciuta. Quel colore verde smeraldo è irresistibile, una delizia per i sensi.

In viso al ragazzo segni di puro imbarazzo, palesati dal rossore che pervade le sue gote. Lei gli sorride. Il tizio è impacciato, ma dolce e carino in fin dei conti. A lei pende dal collo un laccetto in argento, che termina con un delizioso medaglione a forma di spirale.

«Che bello il tuo medaglione» le dice lui stringendolo tra indice e pollice.

Il loro primo contatto, pelle contro pelle, un po’ rubato, che crea qualche imbarazzo. Lei lo guarda e dopo qualche lungo secondo di silenzio, per uscire dall’impasse, gli chiede «E della collanina non mi dici niente?» prendendola con le dita e mostrandogliela orgogliosa. «Le colleziono» dice, «e questa l’ho fatta io. Lavoro in un laboratorio di oreficeria».

«Ti andrebbe di vedere la mia collezione?» Marcello avanza la proposta e prende appuntamento per il giorno seguente.

L’indomani prima del suo arrivo mette un po’ di ordine tra i suoi cimeli finché bussano alla porta.

Chiusa la stanza che racchiude i suoi tesori corre ad aprire.

«Scusa ho fatto tardi, maledetto traffico!» si giustifica lei appena entrata.

I due dopo i dovuti convenevoli si dirigono verso la stanza. La serratura scatta ed entrambi sono catapultati in un angusto sgabuzzino illuminato dalla luce di una lampada polverosa.

Lei si sente osservata come se quel piccolo spazio fosse costruito sulla base di migliaia di occhi indiscreti.

«Ti piacciono?» le chiede Marcello girando la chiave nella serratura «Li colleziono da anni».

La ragazza chiude gli occhi d’istinto e stringe la spirale tra le mani. Respira piano interrogandosi sulla provenienza degli arcani cimeli.

«Li hai raccolti nei tuoi viaggi?» chiede cercando di scacciare oscuri presagi che cominciano ad affollarle la mente.

«Al contrario, mia cara, sono loro a essere venuti da me». Le risponde Marcello celando nella penombra un ghigno sinistro. La luce si spegne. Un grido soffocato fa tremare le iridi al di là delle ombre che le tengono nascoste.

Al mattino la luce torna a riempire la stanza. Marcello interroga le pareti finché non li trova. Due occhi lo guardano, piantati nel muro. Sono verde smeraldo, ancora lucidi, come pesci appena catturati, esposti al mercato. «Quel colore mi mancava» aggiunge, rigirandosi la spirale di metallo tra le mani.

La ragazza alla fermata del tram litiga col suo Ipod azzurro in cerca della canzone giusta in quella ennesima mattinata di merda. Sente arrivare qualcuno al suo fianco. Alza lo sguardo, occhi grigi screziati di giallo. «Che occhi belli che hai» ripete, con il suo timbro di voce basso, Marcello.

L’Inventastorie: laboratorio di scrittura creativa per bambini alla fiera Ricomincio dai Libri 2016

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L’associazione culturale Parole Alate è lieta di invitarvi al laboratorio di scrittura creativa, dedicato ai più piccoli, L’Inventastorie. Hai sempre desiderato essere il protagonista di una fiaba? Ti bastano carta e penna per creare universi fantastici popolati da streghe, draghi e principesse da risvegliare con un bacio? È arrivato il momento di metterti alla prova e divertirti!!! Il tutto coi saggi consigli di Vladimir Propp e di un gioco di ruolo del quale diventare protagonisti.

Il laboratorio di scrittura creativa L’Inventastorie è inserito nel calendario degli eventi della fiera Ricomincio dai Libri – III edizione, all’interno della suggestiva cornice di Villa Bruno a San Giorgio a Cremano.

L’Inventastorie si terrà:
Venerdì 23 settembre alle ore 10.30
nell’emeroteca comunale di Villa Bruno.

Per informazioni: 3343349640 oppure parolealate@email.it